LA SOLITUDINE COME POVERTÀ SOCIALE

La Solitudine prolungata nel tempo ha conseguenze molto gravi, sia dal punto di vista psicologico che fisico. Il senso di solitudine e l’abbandono prolungato si riverberano spesso in una scarsa cura di sé ed in una carente igiene personale. Non di rado il fenomeno è accompagnato da scarso esercizio fisico, alimentazione insufficiente o sbagliata. Tutto questo porta nel tempo a causare o acutizzare gravi disturbi mentali e fisici.

Spesso, nelle persone che soffrono di solitudine, si riscontra l’insorgenza di depressione, dipendenze, malattie cardiovascolari e problemi di insonnia.Anche i giovani, specie durante e dopo la pandemia, hanno sperimentato la solitudine e le gravi conseguenze, infatti è aumentato negli ultimi anni il rischio di sviluppare dipendenze da droghe e ludopatie. Per questo abbiamo pensato al progetto CARE, con il preciso scopo di volerci prendere cura di soggetti bisognosi.

LE FASI ED I TEMPI

  • La prima fase, della durata di un mese, sarà quella dello Screening del territorio per identificare i soggetti che potrebbero trarre beneficio dall’ingresso nella Rete CARE.
  • Nella seconda fase, di circa due mesi, si attiverà lo Staff che prenderà in carico i soggetti aderenti, iniziando il monitoraggio e la rilevazione delle maggiori necessità.
  • La terza fase, della durata di circa otto mesi, è quella del coinvolgimento dei soggetti assistiti per trasformarli in parte attiva della Rete sociale intergenerazionale.
  • L’ultima fase durerà un mese e sarà quella nella quale si stilerà una relazione finale dell’attività svolta e sarà condivisa con il territorio.